Giocatori di Biliardo 

di Attilio Fortini

Guardando il quadro "Giocatori di biliardo" di Leo Wladisky mi viene naturale immaginare che quell'uomo non stia affatto giocando a boccette. Il biliardo è troppo inclinato perché la boccia appena lanciata non gli ricaschi immediatamente sulla testa. Difatti la seggiolina impaurita lì accanto sembra solo attendere la disgrazia imminente. Gli altri poi non mi paiono competitori ma avventori. Quelli che in genere vanno a vedere gli incidenti appena accaduti. Più che da biliardo il clima che in questa scena si respira mi risulta essere quello consueto dei tanti bar e barettini con annessa "la machinetta", di fronte alla quale al ritmo  del pigiarne i tasti le tragedie quotidiane si consumano . E' di fronte  a questo tavolo verde che il signor o la signora chiunque, a scanso di qualsiasi calcolo di buon senso, senza remora alcuna cerca costantemente di divenire l'eroe o l'eroina di turno, e con un lancio di dadi abolire finalmente la casualità del destino.  C'è decisamente qualche cosa di tragico e allo stesso tempo  eroico in questo quadro.  E' la prospettiva che qui è in gioco, quella stessa della vita.